Non mi scrollate che scoppio!

Posted by : Maurizio Oliveri | venerdì 25 giugno 2010 | Published in

Da ieri sono un fortunato portatore di cerotti transdermici alla trinitrina, meglio conosciuta come nitroglicerina, noto componente instabile che viene utilizzato nella preparazione di esplosivi!!

Scherzi a parte, questi cerotti rilasciano un quantitativo controllato di trinitina, che agisce come vasodilatatore, soprattutto a livello venoso, consentendo un miglior ritorno venoso (il sangue che torna al cuore).

Immaginate il sistema circolatorio come un circuito chiuso (per semplicità: vene, arterie e pompa). Se mettete una strettoia o una strozzatura in qualsiasi punto del ciclo, viene forzato il ciclo intero. Al contrario, migliorando il passaggio del sangue nelle vene (tramite la vasodilatazione) e mantenendo le altre variabili inalterate, si ottiene un beneficio su tutto il circolo.

La cosa simpatica di questo cerotto è che ha portato dei benefici interessanti. Ho notato un senso di minore pressione toracica e una diminuzione della sensazione di affaticamento/soffocamento. La cosa meno simpatica è che mi è anche arrivato puntuale l'effetto collaterale più comune: la cefalea (conseguenza della vasodilatazione). E la cefalea, chi ne soffre lo sa, viene spesso accompagnata da nausea.

Almeno adesso posso scegliere in libertà tra mal di testa, nausea e senso di soffocamento.

Quella maledetta pamigiana di melanzane!

Posted by : Maurizio Oliveri | mercoledì 23 giugno 2010 | Published in

Dicesi parmigiana di melanzane, o melanzane alla parmigiana, un tortino a base di melanzane, salsa di pomodori e mozzarella. La melanzana, nell'originale e più indigesta ricetta, viene dapprima infarinata e fritta nell'olio, dopodichè messa su carta assorbente a scolare. La quantità di olio che "persiste" sulla melanzana medesima dopo la scolatura, è data dalla differenza tra olio assorbito e olio rilasciato sulla carta assorbente.

Ora, cari amici, la verità è che questa differenza non è mai bassa come vorremmo, ovvero, la quantità di olio che resta nella melanzana è sempre un po' troppo alta.

Queste melanzane vengono poi messe a strati insieme alle fette di mozzarella e alla salsa di pomodoro. Il tutto viene poi infornato una ventina di minuti.

Si da il caso che questo piatto, piuttosto ricco e di impegnativa digestione compaia una volta al mese anche nel menù del Don Gnocchi (il centro di riabilitazione dove mi trovo da più di un mese). Si da anche il caso che appaia nel menù della sera e non in quello del pranzo.

Questa è la storia del paziente Oliveri, cardiopatico, con un compenso cardiocircolatorio assolutamente al limite, già con un'infiammazione dell'esofago in corso, che commette un errore madornale, andando a ordinare proprio quel piatto di melanzane alla parmigiana, la sera del giorno 21/06. Questa è la storia del paziente Oliveri, che passa la notte con un dolore allo stomaco, nonostante si sia imbottito di antiacidi, medicine contro la gastrite, diuretici per migliorare la circolazione del sangue e consentire al cuore di pompare quel minimo di sangue in più. La storia di Oliveri che, riempendosi di medicine, decide di saltare almeno il sonnifero (non mi piace drogarmi quando non mi sento bene!), per cui non chiude praticamente occhio tutta la notte.

La storia di un paziente che può buttare all'aria un mese di riabilitazione con un piatto di melanzane! O sarà stata la mozzarella di bufala tre giorni prima? O il piatto di sushi che il mio vicino si è fatto portare in ospedale e che gentilmente si è offerto di condividere con me?

Questa è l'esperienza del paziente Oliveri, cardiopatico e sintomatico da ormai 10 anni, che ancora una volta sottovaluta che il suo compenso (e quello di moltri alti pazienti nelle sue condizioni) è appeso ad un filo molto ma molto sottile. E che basta una sciocchezza (bere di più, mangiare di più, dormire di meno, stancarsi di più) commessa una sola volta, per generare una spirale inesorabile che ci porta ad un peggioramento e destabilizzazione. Nel mio caso, la soluzione è necessariamente l'utilizzo del farmaco inotropo levosimendan, di cui ho parlato in altri articoli, il cui uso/abuso non va però assolutamente sottovalutato.

Nei giorni scorsi ho lanciato i messaggi di dovere ai dottori, mettendoli all'erta sulle mie condizioni. Oggi pomeriggio dovrebbe arrivare una telefonata dal Niguarda. Prevedo un nuovo ricovero lampo al Niguarda per prossimo ciclo levosimendan, non oltre il weekend.

VI farò sapere!

Aldo, poi Bruno e adesso Stefano (e Armando, e Francesco). Dopodichè?

Posted by : Maurizio Oliveri | giovedì 17 giugno 2010 | Published in

Una delle cose che mi dispiace di più dell'attesa qui al Istituto Don Gnocchi, è vedere la gente che entra, resta in ricovero da 15 a 20 giorni, e poi esce. Prima o poi escono tutti, anche i casi più disperati.

E io resto. OVVIAMENTE sono la persona che c'è da più tempo. Ne vengo ripagato con un affetto particolare di cui i miei "coinquilini" non godono, e di questo ne sono grato un po' a tutto il personale. Mi fanno sentire a mio agio.

Ogni volta che il mio vicino di stanza viene dimesso, entro in crisi. Avevo in qualche modo legato con quello attuale, e il pensiero di dover riiniziare un dialogo con un paziente nuovo, mi genera un minimo di ansia e di stress.

Sono arrivato il 12/05 e c'era il Sig. Aldo P., 87 anni, di Belluno, 3 by-pass coronarici. Che dire... Un bravo signore, educato. 2 problemi: non lo capivo quando parlava, e alle ore 20 mi chiedeva di spegnere il televisore per dormire.

Poi se n'è andato ed è arrivato (lo stesso giorno) il Sig. Bruno G., di origine abbruzzese, 68 anni, residente a Milano da una vita, 3 by-pass coronarici. Una brava persona, con due bei figli poco più giovani di me. Tutti molto disponibili, ci siamo scambiati i numeri e siamo in contatto per scambiarci le novità. Con lui avevo legato, nonostante la differenza di età. Ha un anno meno di quelli che avrebbe mio padre. Mi è dispiaciuto che sia partito. Aveva le lacrime agli occhi. Cara persona!

Lo stesso giorno che è uscito Bruno, dopo un paio di ore arriva un paziente giovane, Stefano P., milanese, 48 anni, un figlio di 17, una moglie carina e simpatica, e tantissimi amici, parenti, vicini e rompiscatole che lo vengono a trovare!! Non parlerò male di lui in quanto potrebbe tranquillamente arrivare a leggere quello che sto scrivendo (ci siamo collegati su Facebook...).


In realtà non parlerò male di lui perchè è diventato un amico e devo confessare che mi sta facendo passare questi giorni in allegria e spensieratezza. Condividiamo alcune cose, tra cui il gusto per alcuni piatti. La seconda sera si è fatto portare da un amico il famoso (vedi bacheca FB di qualche giorno fa) piattone di sushi. La bella cosa è che l'amico è il padrone del sushi-bar. Quella meno bella è che il locale è dall'altra parte della città!!

In compenso da Genova sono arrivate (grazie mamma e moglie) focaccie di diversi tipi, che i nostri amici milanesi hanno gradito! Domani sera mozzarella di bufala campana presa "nel negozio giusto" qui a Milano.

Ok, direte, ti passi un po' il tempo... e poi? Se ne va Stefano e mi arriva un ragazzo di 20 anni? Un bambino? Sarà la volta che mi arriva uno scorreggione puzzolente che russa come un martello pneumatico? Devo chiedere di essere trasferito in una delle due stanze singole? E' meglio stare da solo che non sapere chi ti tocca? Oppure mi conviene rischiare, visto che fino ad ora mi è andata di bene in meglio?

Qui non fanno altro che scommettere sul fatto che io uscirò prima di loro. Lo diceva Bruno, lo ripete Stefano. Io vinco le scommesse (che un bel giorno passerò a riscuotere) ma nel frattempo continuo con il mio cuore stanco.

Niguarda, sesto ciclo di levosimendan e ritorno a Don Gnocchi

Posted by : Maurizio Oliveri | mercoledì 9 giugno 2010 | Published in

3 giugno 2010, a un mese esatto dal precedente ricovero, ritorno al Niguarda per il sesto ciclo di levosimendan, il farmaco miracoloso!

Giovedì 3/6
Ore 14, accettazione, visita medica, prelievo, elettrocardiogramma, ecc.
Ore 15, monitoraggio cardiaco (telemetria) e inizio ciclo levosimendan a 17mg/h
Ore 18.15, cena

Venerdì 4/6
Ore 5.50, prelievo (mannaggia l'ora). Risveglio con solito mal di testa causato dal farmaco
Ore 8.15, colazione
Ore 10, visita medica
Ore 12.15, pranzo
Ore 18.15, cena leggera
Ore 19.45, fine infusione levosimendan (più o meno 29 ore)
Ore 23, prendo sonno, sempre con un mal di testa discreto

Sabato 5/6
Ore 6.10, prelievo e risveglio con mal di testa e leggero intontimento causato dal farmaco
Ore 10, visita medica
Ore 12, pranzo
Ore 12.15 dimissioni e ritorno al D. Gnocchi in ambulanza
Ore 12.45 arrivo al D. Gnocchi con un discreto mal di stomaco causato da cattiva digestione (pranzo pesante, viaggio in ambulanza sdraiato in barella, ecc.)

Genetics of heart disease

Posted by : Maurizio Oliveri | domenica 6 giugno 2010 | Published in

Una cara amica mi ha segnalato un progetto di ricerca che sta realizzando negli USA la D.ssa Luisa Mestroni, professoressa di Medicina (specializzazione cardiologia) all'Università di Denver, CO.


Cito dall'abstract del suo progetto, e traduco dall'inglese: la ricerca della Dott.ssa Mestroni è centrata nella scoperta di geni Mendeliani che possano causare cardiomiopatie dilatative ed altre rare forme di malattie nel muscolo cardiaco.

Sono un assoluto ignorante di questa materia, mi risulta però che nella maggior parte dei casi il problema all'origine di una cardiomiopatia non riesce ad essere identificato, nemmeno con prelievi istologici e analisi del tessuto cardiaco al microscopio. Oltrettutto, nella maggior parte dei casi, anche laddove si riuscisse a scoprirne l'origine, se non si interviene velocemente, la malattia tende a diventare autoimmune, ovvero genera un inarrestabile processo di deterioramento del muscolo.

Ovviamente mi complimento con la D.ssa Luisa Mestroni per la sua ricerca e le auguro il migliore dei successi.

Un pò di numeri interessanti

Posted by : Maurizio Oliveri | martedì 1 giugno 2010 | Published in

La tabella sotto riporta il numero di trapianti realizzati nei primi quattro medi dell'anno, ospedale per ospedale. In rosso il Niguarda, con 9 trapianti (poco più di 2 al mese)



La tabella sotto riporta un confronto tra i trapianti nei primi 4 mesi del 2009 con i primi 4 mesi del 2010. Segnata la Lombardia. Non andiamo particolarmente bene...



Anche la tabella sotto, che confronta i trapianti di cuore realizzati negli ultimi anni (per il 2010 ovviamente è una proiezione) dimostra che non stiamo progredendo per niente...

Quest'ultima tabella che ho voluto riportare mostra il numero di pazienti in attesa, alla fine del 2009, divisi per urgenza. In rosso quello che mi riguarda. Non male...