Piccoli intoppi

Posted by : Maurizio Oliveri | giovedì 16 settembre 2010 | Published in

CMV. Foto cortesia di euthman
Oggi mi hanno informato che anche la terza biopsia è risultata negativa, e questa è la migliore notizia che possa arrivare dopo un trapianto. Speriamo che siano sempre così. Ancora l'ultima settimanale martedì prossimo, poi si passa a cadenza 15gg. per altri due mesi, poi mensili per 3 mesi e via dicendo fino allo scadere del primo anno.

Un piccolo intoppo nel cammino è invece la riattivazione di un virus latente, il citomegalovirus (CMV), ovvero un virus della famiglia degli herpes, responsabile della mononucleosi. E' un virus che prendiamo quasi tutti da adolescenti e che resta latente nel sangue in modo asintomatico per tutta la vita. Purtroppo nelle persone che subiscono un trapianto, a causa dell'immunosoppressione a cui sono sottoposte, spesso e volentieri il virus (che è un aprofittatore per definizione) si risveglia e attacca, potendo generare problemi anche gravi.

La terapia di attacco è l'utilizzo di un antivirale chiamato ganciclovir (Cymevene), in questi casi somministrato per 21 giorni tramite flebo due volte al giorno. Questo significa che da oggi starà perlomeno altri 21 giorni (fino al 7 ottobre) in ospedale per portare a termine questa cura. Considerando che comunque ci sarei rimasto fino alla fine della settimana prossima, in realtà non dovrei "perdere" più di una quindicina di giorni rispetto al piano originale.

L'arrivo a Genova è stimato a grandi linee intorno a metà ottobre invece che a fine settembre. Poco male, anche perchè aprofitterò comunque per portare avanti la riabilitazione qui a Tradate, dove c'è un'equipe di fisioterapisti molto valida.

L'altro piccolo intoppo, è che mi sono già preso il mio primo raffreddore. Tosse e catarro, per ora niente di che, speriamo soltanto che non voglia degenerare in qualcosa tipo bronchite ecc. Anche in questo caso, meglio essere in ospedale che a casa. No problem, ce la prendiamo moooolto serenamente.

L'animo è quello giusto, ne sono sicuro! E poi oggi è arrivato a Tradate il mio caro amico Giovanni, trapiantato esattamente 15 giorni dopo di me, compagno inseparabile di attesa trapianto al Don Gnocchi. E' ricoverato nella stanza di fianco alla mia con un signore (anche egli trapiantato) molto simpatico dell'entroterra Ligure.

Doverosa e meritata modifica al look

Posted by : Maurizio Oliveri | martedì 14 settembre 2010 | Published in

Ho ricevuto diverse richieste di sostituire la mia precedente foto della testata, dove appaio triste e insofferente, con quella scattata col telefonino in una notte di euforia dopo pochi giorni dalla rinascita. La foto purtroppo è mossa e i colori non sono splendidi, ma rende giustizia alla RINASCITA!

Ci avevo pensato ma non avevo avuto tempo da dedicare alla modifica. Dovuto e fatto!

Per chi volesse rivedere la versione originale, ne lascio una schermata qui sotto. Potete cliccarvi sopra per vederla nella dimensione originale.

Graditi i commenti sul risultato. E' all'altezza della situazione?

L’ultimo mese, Parte II

Posted by : Maurizio Oliveri | | Published in

(Parte I disponibile qui)

Il 18/08, l'intervento

photo courtesy of hugged2death
Ore 01 circa. Ultime preparazioni: spennellata di iodio-povidone (quel disinfettante marroncino a cui chiedono sempre se sei allergico) in tutto il corpo (eccetto viso). Gocce di Valium per tranquillizzarmi. Iniezione nel sedere della “pre-anestesia” (immagino che sia un sedativo che intanto ti rincoglionisce per bene).

Ore 02 circa. Si parte, trasporto in sala operatoria col letto del reparto. Arrivo nel blocco operatorio. Ingresso in sala operatoria. Uno spettacolo! Modernissimo, ricordo i soliti faretti che si vedono in tutti i film, più una serie di monitor. Avete presente nella serie Dr. House quando si vede la sala operatoria, che lui guarda da uno stanzino sovrastante con una enorme vetrata, mentre gira il suo bastone? Ecco, così, ma a me sembrava ancora più bella questa!

Quello che ti fa un po’ innervosire, oltre al fatto di sapere che per almeno 4 o 5 ore sarai assolutamente incosciente e in balia dei medici, è il viavai di gente che organizza, ti attacca cavi, sistema “robe” in giro, campi sterili, ecc.

Ti mettono sul letto operatorio nudo, poi ti coprono con una stoffa, se non sbaglio, e poi ti mettono una termocoperta –ricordo che lo hanno chiamato “lo scaldotto”- perché ovviamente fa un freddo cane lì dentro.

Dopo questi primi dettagli, ho ricordi molto vaghi. Io a quel punto cominciavo ovviamente a essere preso dall’ansia. Ricordo con piacere che l’anestesista, una signora che era situata dietro la mia testa, mi accarezzava il viso e mi diceva, respira profondo. Ora ti iniettiamo un farmaco che ti intontisce un po’ ma vedrai che ti rilassi… una bomba! Dopo 5 secondi mi sono sentito “strafatto”… una sensazione di pace e serenità – ma anche di rincoglionimento - che non ricordo di non aver mai provato. Non so se sia paragonabile a qualsiasi droga di quelle che si sente parlare in giro – non mi ci sono neanche mai avvicinato in tutta la mia vita – ma questa vale quasi la pena di provarla!! Ricordo di aver detto un paio di parolacce e poi di aver chiesto scusa, con l’ultimo barlume di coscienza che mi rimaneva. Tipo “PORCA TROIA che roba che mi avete dato, adesso sì che sono RINCOGLIONITO per bene!!”… e forse anche uno “scusate ragazzi, vi voglio-tutti-bene-sono-nelle-vostre-mani-fate-di-me-quello-che-volete”.

Fine del resoconto in prima persona perché ovviamente ho perso conoscenza. Saranno state le ore 02.30.

So invece da terzi (racconti dei chirurghi tramite mia moglie) che il cuore che era stato espiantato in (posto ignoto), doveva essere trasportato a Niguarda in elicottero ma per problemi meteo è stato portato in auto, per cui è arrivato con un paio di ore di ritardo.

L’intervento è iniziato intorno alle ore 05 ed è finito intorno alle ore 11.

Nella prossima parte, la rianimazione. Dal mio risveglio, i miei primi ricordi e i miei primi giorni da “corNovum”.

La storia dell'uccellino che sputava troppo... e del cane che si rompeva il collo

Posted by : Maurizio Oliveri | domenica 12 settembre 2010 | Published in

Photo courtesy of thejeffreywscott
Giornata tra amici all'aria aperta. Io gioco con il mio simpatico uccellino. Mi accorgo che se lo stringo ai lati spruzza un piccolo getto d'acqua (come le paperelle che si mettono nella vasca ai bimbi). Il piccolo uccellino sembra divertirsi, oltrettutto, quindi continuo tra la curiosità degli amici. Più lo schiaccio più il getto va distante! Alla fine, dopo aver perso tutti i liqudi, vedo che è esausto. E' magro magro magro e mooolto debole. Vado in cucina e faccio un trito di sedano e carote (sapevo che ne andava ghiotto), in più gli preparo una bacinella con dell'acqua affinchè possa ricaricarsi. Quando arrivo dall'uccellino, magro magro magro, entra in scena il mio cane giocherellone (non era mai comparso prima nella scenetta) che saltellando e giocando, mi sorpassa e si dirige pericolosamente verso l'uccellino. Ahimè, il cane pesta involontariamente l'uccellino, e nel compiere questa azione, si inciampa, picchia il muso contro uno scalino e si spezza l'osso del collo.

Gli animali muoiono entrambi nel giro di pochi secondi.

Mi sveglio di soprassalto e per fortuna mi rendo conto che è stato soltanto un sogno di una notte di settembre...

Qualche lettore non totalmente ciarlatano me ne sa forse dare un'interpretazione?

L’ultimo mese, Parte I

Posted by : Maurizio Oliveri | venerdì 10 settembre 2010 | Published in

Dal 05/08 al 17/08. Gli ultimi giorni di attesa


Mese duro! Giorno 05/08, arrivo al Niguarda, provenienza Don Gnocchi, per il mio ottavo ciclo mensile di inotropo (levosimendan). Le cose non prendono il verso giusto. Fatto il farmaco, alcuni valori ematici indicano cattiva funzione epatica. Indice di scompenso cardiaco (NT-ProBNP) , a differenza delle precedenti volte, non scende di un filo. Tutto sembra indicare che i benefici temporali del ciclo di farmaci si stanno esaurendo. Il farmaco non fa più l’effetto dovuto.

Decidono di tenermi ricoverato per valutare il decorso. Forse il fisico ha solo bisogno di qualche giorno in più. Ricompare dirompente il “fantasma” dell’assistenza ventricolare (VAD). Se i valori non rientrano, cominciamo a rischiare. Dobbiamo agire.

Nel frattempo, c’è il fastidioso problema del CRT-D (il sincronizzatore bicamerale che mi avevano impiantato nel 2003). La pila si è esaurita. Bisogna sostituirlo. Non un grosso problema, ma pur sempre un intervento che comunque nulla avrebbe giovato alla situazione generale.

Preso da sconforto ed ansia, rifiuto comunque per l’ennesima volta l’impianto di assistenza ventricolare. Tenetemi qui ricoverato, piuttosto non mi muovo dal letto, ma io voglio attendere che arrivi un cuore per me.

Giorno 11/08, prime ore del pomeriggio. Arriva un gruppo di medici. Mi chiedono come va, e con un sorriso, mi dicono di riposare perché quella sera sarei stato sottoposto ad un trapianto cardiaco! Era arrivata la segnalazione di un cuore compatibile, già esaminato e in buono stato di salute. Mi spiegano però che la certezza assoluta si ha soltanto dopo che i chirurghi hanno espiantato il cuore e lo possono esaminare in mano. Mi dicono che questa conferma arriverà tra le ore 19 e le 21.

Arriva mia madre per il turno visite. Nel frattempo allerto Sandra che viene sparata a Milano. Verso le ore 18 vengo sottoposto alla preparazione all’intervento: digiuno totale, dosaggio di farmaci preoperatori, depilazione, clistere per evacuare intestini. Colloquio con l’anestesista. Firma delle liberatorie chirurgiche e di anestesia. Firma di adesione ad uno studio sui vari farmaci antirigetto.

Ore 19… ore 20… ore 21… attesa snervante. Ore 22… ore 23… Io mi addormento e Sandra va in sala d’attesa. Ore 00. Ore 01:30, arriva un chirurgo: mi dispiace, purtroppo abbiamo esaminato con cura il cuore, e c’erano dei problemi. Ci abbiamo riflettuto parecchio ma abbiamo deciso di non correre il rischio di fare l’intervento. Ci dispiace! Tutto ciò ci coglie impreparati. Sandra non sa dove andare a dormire e resta in sala d’attesa tutta la notte. Io dormo un sonno agitato.

Questo è un estratto dei miei messaggi che ho lasciato quel giorno su Twitter:

  • Segnalazione cuore
  • Depilato, scaricato, flebo, digiuno. Attesa conferma cuore ore 20. Stay tuned!
  • Ore 22 ancora in attesa di conferma del cuore del donatore. Sono completamente sereno :)
  • Still no news here. Aspettando l'espianto dal donatore per verificarne l'idoneità
  • Cuore non buono. Operazione abortita
  • Un'altra prova dura da vivere in 7 ore: segnalazione cuore da trapiantare, preparazione paziente, lunga attesa e... Infine... Stop per cuore no buono.
  • Non credo alle coincidenze. Troppi fattori puntano nel verso giusto. Ieri una segnalazione andata male ma SENTO che stiamo per farcela!
  • Pensiero di mezzanotte: ieri una persona è deceduta e inconsciamente ha provato a salvarmi la vita con il suo cuore, ma non e' stato possibile
  • Anzi, il mio pensiero di gratitudine va cmq ai parenti che immagino avranno dato il consenso ad espiantare gli organi di questa persona

La mattina dopo decidono di trasferirmi in una stanza del “hi-care” o “alta intensità di cura”, letto singolo. Mi prendono una vena centrale per poter aumentare la quantità di farmaci in vena.

La buona notizia è che da alcune sfumature, accenni dai dottori, ci fanno capire che qualcosa è scattato nella mia situazione. Questa volta sono veramente in priorità nella lista. Forse nazionale. Forse mi includono nella ricerca di cuori di gruppo sanguigno 0 (io essendo un gruppo B sono compatibile sia con il B che con lo 0).


Giorno 15/08, vengo a sapere che è arrivato un cuore per un altro paziente in attesa (già portatore di assistenza ventricolare). Viene fatto il trapianto a questo paziente. Stupidamente ed egoisticamente, mi dimentico che esistono comunque dei parametri di compatibilità e mi prende lo sconforto… ma come, un altro paziente è passato davanti a me? Giorni difficili!

Giorno 17/08, ore 18.30. Arriva l’infermiera (Maria Pia, non me lo dimenticherò mai) e mi dice di stare a digiuno. Ovviamente ne capisco il motivo, non lo chiedo neanche… è una nuova segnalazione! Avviso Sandra. Cosa facciamo? Un altro viaggio a Milano di corsa senza avere la certezza che sia la volta buona? Oppure aspettare a Genova e partire solo dopo la certezza? Decidiamo per la prima ipotesi, questa volta però organizzando l’eventuale notte in un albergo vicino a Niguarda. Se si fa l’intervento, resti in ospedale. Se non si fa, almeno te ne vai a riposare in albergo. Nel frattempo, nuova preparazione (depilazione, clistere, lavaggio, ecc.). Mi avvisano che il cuore non è vicino e che l’espianto avverrà non prima delle 22.

ultimi preparativi, rivestito di iodopovidone, mezzo sedato
Ore 23: confermato. Il cuore è buono. L’intervento si farà questa notte. Probabilmente verrò portato giù in sala operatoria verso l’una del mattino.

URRAH! EVVIVA! E’ la volta buona! Piangiamo per l’emozione! Sono felice! Sono fiducioso e sicuro che tutto andrà bene!

(Parte II disponibile qui)

Maurizio IS BACK!

Posted by : Maurizio Oliveri | lunedì 6 settembre 2010 | Published in

Primissima cosa, “Maurizio is back”, PUNTO (come diceva il “principe” George Leonard al GF10).

Ho ricevuto la grazia di essere sottoposto con successo ad un intervento di trapianto cardiaco! Nel mio corpo batte un cuore sano di un’altra persona che passando a miglior vita, ne ha consciamente o inconsciamente salvata un’altra! E su questo non ci piove. Oltretutto non è neanche una notizia recentissima, visto che l’intervento è avvenuto nella mattinata del giorno 18 agosto. Ma oggi è il primo giorno che riesco a sedermi un’oretta a scrivere il primo post. In rianimazione non se ne parla neanche, e poi qui in stanza dove sono ora non ci si riesce a connettere quasi mai :(

Cosa dire; questa volta ci sono veramente tante cose di cui voglio parlare, sia quelle più profondi e toccanti che riguardano la mia personale e singolare esperienza di essere letteralmente “rinato”, a quelle più tecniche e specifiche di tutti gli interventi e procedure a cui sono stato sottoposto, l’esperienza della rianimazione, e non tralasciando alcune cose più leggere che in realtà ho cercato di scrivere quasi in tempo reale via Twitter (moliveri70) e di rimando su Facebook.

Ho appena deciso che cercherò di dividere le cose in tante piccole consegne, tanti post, in modo da riuscire ad organizzarmi e ad organizzarle meglio.

Facilitano la lettura…
…e destano l’aspettativa!


Che cuore batte dentro di me?

Ad oggi che scrivo, so soltanto che si tratta di un ottimo organo. Mi hanno detto che da tempo non ne impiantavano così belli! Mi hanno anche detto che da tempo non vedevano un cuore estratto (il mio) così malconcio: testualmente il chirurgo l’ha definito grosso e gelatinoso. BLAH! Povero cuore vecchio, intanto mi ha portato avanti per 39 anni della mia vita.

Ci sono due classi di trapiantati: quelli che vogliono assolutamente sapere tutto del loro donatore, conoscere i parenti, ecc. – avete visto il film 21 grammi? Io appartengo alla classe opposta: non mi interessa conoscere la provenienza del mio nuovo cuore. Non mi interessa sapere quanti anni aveva… a quale scopo? Preferireste un cuore di 45enne sportivo e sano, o uno di un 33enne sedentario e fumatore?

Da quanto ho capito, nella relazione di dimissione ci sarà comunque qualche informazione circa l’organo impiantato. Va bene, tutto quello che mi si dice ufficialmente lo verrò a sapere, ma non chiederò niente di più. L’importante è che sia stato un cuore sano di una persona sana, di età ragionevolmente simile alla mia.

Rinascere

Mai e poi mai avrei pensato di sentirmi come mi sento adesso. L’ho sognato per tanti mesi, soprattutto nell’ultimo periodo vissuto fuori casa. Ma giustamente erano soltanto fantasie. La realtà è che il mio cuore non è mai stato sano, sin dalla nascita. E’ vero che prima del primo scompenso –avuto nell’anno 2001- non ero stato “consciamente sintomatico”; è vero cioè che nella mia adolescenza non soffrivo per questa deficienza cardiaca, semplicemente perché non conoscevo cosa significa avere un cuore perfetto. O forse anche perché il cuore riusciva comunque a farmi svolgere le attività normali di un adolescente. Non mi sentivo “inferiore” rispetto agli altri, salvo quando si trattava di fare una corsa o sforzi particolari. Ero sempre l’ultimo in ogni attività fisica. Pensavo che fosse soltanto colpa di qualche chilo di troppo addosso.

Come ho scritto in altri post, i sintomi di questa cardiopatia sono peggiorati sensibilmente dall’anno 2008. L’anno 2009 è stato molto teso, snervante, faticoso, ovviamente non solo per me ma per la mia famiglia. Sono scemate a poco a poco tutte le possibilità di svago, le voglie e le forze di intraprendere azioni nuove, progetti nuovi, vacanze, ecc. Non parliamo del 2010, in cui sono stato praticamente chiuso in casa, per poi finire dal mese di maggio al famoso Don Gnocchi di cui ho parlato più volte in questo blog.

“Rinascere” è proprio il concetto esatto. Sono una persona nuova, dentro allo stesso corpo, con 39 anni di memoria conservata nel cervello –e in piccola parte trascritta su questo blog-. Sono Maurizio con una nuova batteria che mi da una carica incredibile, una voglia di recuperare gli anni consumati, di fare tutto quello che avrei voluto fare e che mi è stato impossibile fare. I ricordi degli ultimi anni cominciano ad annebbiarsi, forse perché inconsciamente sto cercando di metterli da parte, di sfumarli.

NULLA TOLGO a tutte le bellissime emozioni ed esperienze che comunque ho vissuto: da essere cresciuto in una famiglia serena che mi ha amato e non mi ha mai fatto mancare nulla, ad aver conosciuto mia moglie, ad avere procreato con lei i miei tre figli che sono in assoluto la cosa più importante e indispensabile della mia vita. Da oggi inizio una nuova vita con loro. Qualcuno – il signore, la provvidenza, la caparbietà, la fortuna, i chirurghi, o forse tutte le cose insieme – mi hanno dato questa seconda opportunità, e sono assolutamente determinato ad utilizzarla al meglio!

Thank you, GNOKI!

Posted by : Maurizio Oliveri | domenica 8 agosto 2010 | Published in

Ed eccomi qui, che con un minimo di calma mi sono deciso a scrivere due righe di ringraziamenti a TUTTE le persone che ho conosciuto al Don Gnocchi.


Avvertenze/suggerimenti

  • I nomi SONO reali. Tutte le persone esistono.
  • Non andate di corsa a cercare il vostro nome tra i saluti e i ringraziamenti. Non siate presuntuosi e vanitosi. Leggete tutto il post, che c’è anche da ridere.
  • Ovviamente i ringraziamenti sono diretti a tutte le persone che ho avuto modo di conoscere, indipendentemente dal fatto di essermi esteso parlando dei singoli. Chiedo scusa a tutti quelli che ho saltato o dimenticato, involontariamente o meno!
  • Non tutte le persone che ho qui nominato conoscono il mio blog (probabilmente nessuno al di fuori di quelli che mi leggono su Facebook). Chiedo gentilmente a voi (che mi state leggendo) di dare l’indirizzo del blog agli altri, in modo che possano anche loro leggere queste righe e ricevere i miei ringraziamenti, che purtroppo non ho potuto fare personalmente.

In particolar modo mi sento in dovere di ringraziare:

  • Anastasia, la persona che mi è stata più vicino e che mi ha dato più conforto, con la quale ho avuto piacere di fare lunghe chiacchierate. Il suo interesse, serietà e accanimento nei confronti della mia riabilitazione mi hanno dato uno stimolo e una carica inaspettata. Se c’è una cosa che ho guadagnato al Don Gnocchi è una grande amica!

  • Maddalena, che ha dimostrato grande attenzione e interesse nel seguire i miei problemi, le mie ansie, i miei stati d’animo ballerini. Persona con la quale mi sono potuto confrontare e avere un notevole supporto psicologico. Soprattutto quando mi sono accorto che era lei a cercarmi per avere aggiornamenti, in quanto sinceramente interessata alla mia situazione. Soprattutto quando, nella sua assoluta e impeccabile professionalità che le impone il suo ruolo, sono comunque riuscito a “scovare” sentimenti di profonda stima e affetto nei miei confronti (è vero o no? Ti sono sfuggiti solo per un attimo… Ok, non sono profondi ma li ho visti?). Dev’essere difficile per uno psicologo trattare con tutti i pazienti e mantenere il distacco totale. Sei bravissima! Però... non ti perdono di non avermi ancora fatto uno squillo sul cellulare per avere il tuo numero. So che hai il mio e sto aspettando almeno un sms. Sennò non avrai più modo di aggiornarti sulla mia situazione eh?

  • D.ssa Monica Tavanelli. Qualcuno al DG le dia per cortesia il link a questo post, sennò non saprà mai che le ho “dedicato” queste righe - sigh sigh. Senza disdegnare nessuno degli altri medici, è stata la persona che ho sentito più vicina, e che mi ha dimostrato profondo interesse tutte le volte che ne ho avuto bisogno. Monica (a questo punto “ti do del tu”), se non fosse per te un paio di volte sarei stato veramente con l’acqua alla gola, in attesa di essere trasferito al Niguarda. Grazie per avermi capito e preso sul serio!!!

  • Dott. Maurizio Ferratini. Lo ringrazio perché il primario va sempre tenuto buono :-) A proposito, qualcuno può gentilmente dare il link di questo blog anche a lui? (vedi sopra). Scherzi a parte, lo ringrazio per la sua professionalità, cortesia, ma soprattutto per la sua “coinvolgente serenità”. Devo ammettere che tutte le volte che passava a visitarmi, o comunque che scambiavamo due parole, riusciva a mettermi un senso di tranquillità e di buon umore. Doti queste, che probabilmente gli sono caratteriali e che in parte ha acquisito nella sua lunga carriera medica. Grazie! e… “last but not least” continua a dovermi un pranzo per una scommessa perduta. Spero vivamente di poterlo realizzare, chissà!

  • Paola (a lei non state neanche a passare il link perché da quanto ho potuto capire, non avrebbe comunque le conoscenze di informatica sufficienti per arrivare a questa pagina haha!) La Ringrazio in quanto anche lei è sempre stata molto attenta alle mie condizioni fisiche e di salute in generale. La ringrazio anche per l’interesse nello sponsorizzare le mie richieste logistiche, tra cui il conseguimento del mitico “letto 13” ovvero della stanza singola!

  • Viviana (passare link anche a lei grazie). Ammetto che non ho mai avuto modo di scambiare più di venti parole con Viviana (colpa mia o sua? colpa di nessuno?) ma so che anche lei si è presa cura di me e della mia situazione in modo “silente” ma efficace. Grazie per aver reso più facile possibile la mia degenza.

A proposito della stanza singola, so che mi hanno sponsorizzato altre persone oltre alla Paola (Maddalena, Viviana, ecc.). Ha fatto una differenza sostanziale nella mia degenza, mi ha consentito di rimanere molto più rilassato, di riposare di più; fattori che nella mia condizione di scompenso cardiaco sono IMPORTANTISSIMI. Questa è una delle cose che probabilmente rimpiangerò di più nel centro di riabilitazione dove sarò trasferito nei prossimi giorni.

E, se mi consentite di fare una sponsorship (questa volta io), destinate la singola al buon Giovanni (Amato), che è più o meno nelle mie stesse condizioni di degenza e sono sicuro ne saprebbe trarre un buon vantaggio come me! Non c’è niente di peggio che vedere cambiare e passare i vicini di letto, ogni 15 giorni. Come vederli su un film. Loro arrivano e se ne vanno. Noi rimaniamo.

Poi voglio ringraziare, senza alcun ordine particolare, nessuno si senta escluso, dimenticato, offeso, tutti gli infermieri e i tirocinanti che mi hanno assistito durante questi tre mesi. In particolar modo Stefania (lo leggerò quel libro, prometto), Simona (sempre serena, sempre gentile, sempre seria, mai un sorriso di troppo. Il tuo ragazzo è mica gelosissimo? Grazie anche dei commenti che ho ricevuto su FB), Paolo (che mi ha edotto sul Giro di Francia, praticamente “imponendomi” la visione di tutte le tappe sul televisore della mia stanza!!!), Michele (peccato che sei stato in ferie e non ti ho conosciuto bene come gli altri, però sei grande!), Ela (serissima, severissima, precisissima, però sempre gentile), Eva (idem, peccato che le ultime settimane fosse in ferie, per cui non ho un ricordo degli ultimi giorni), Sorely (la chiamerò “brontolo”, ho deciso). Sgridava sempre tutti. Ricordo con molto piacere quando mi offristi i confetti del tuo matrimonio (forse lo facesti con tutti i pazienti, io però mi sento bene pensando che li offristi soltanto a me e ad altri due o tre!!). Nota: l’uso del passato remoto nell’ultima frase, benché corretto in questo caso, mi fa ridere molto ma ho deciso di lasciarlo. Pasqualina (ma tu sei la stessa che posta i commenti su fb o hai un alias? Serissima in reparto, divertentissima su fb!). Nina e Jessica-faccina-sorridente, persone che comunque non avrei più visto anche se fossi rimasto al Don Gnocchi in quanto hanno finito il loro periodo di tirocinio. Buona fortuna ad entrambe! Antonino-Nino, che è tanto tempo che non viene in cardiologia riabilitativa, ma so che ha fatto qualche turno in altri reparti. Mitiche alcune sue frasi (a cena: "Signor Cataldo, vuole sapere com'è fatto il passato di verdura? E' un insieme di verdure tutte passate. Se preferisce abbiamo la pasta alla MATRUCIANA. Aspetti che chiedo... uhè signore, lei! Com'è la pasta alla matruciana? E' buona?"). E poi non si ricordava mai come mi chiamavo (Oliva, Olivastri, Olivari...haha).

Non mi dimentico di Bruno, in quanto negli ultimi giorni si era instaurato un rapporto di amicizia. Sei un tipo difficile, lascia che te lo dica. Soprattutto nelle giornate di cattivo umore. Poi, improvvisamente, qualcosa è cambiato, e hai iniziato a parlarmi di te e della tua vita. Di musica e di viaggi, di “noches calientes” a Milano. Del tuo amore per la musica latinoamericana, salsa, vallenato, ecc. Poi, ci siamo “collegati” su Facebook. Ci siamo scambiati i numeri di telefono. Ti ho preparato un cd di musica (e ti ho fregato un cd vergine, a questo punto, visto che me ne avevi dati due). Avrò modo di portartene un paio che preparerò nel frattempo con la musica che mi hai segnalato e che sto scaricando.

Non mi dimentico neanche di Annabella (un’altra che dovevi prenderla nei giorni buoni: in quelli cattivi era meglio salutare cordialmente ed allontanarsi) e le mando questo messaggio: a questo punto il libro di Bourdain lo puoi leggere come *azz* ti pare, piegarlo come preferisci, stropicciarlo, fargli le orecchie ecc., perché dubito che tu riesca a rendermelo… poco male, comunque! Te lo lascio volentieri come ricordo di un paziente-amico!



Boh, avrò sicuramente dimenticato qualcuno. Ma fremo per pubblicare questo post. Semmai farò ammenda in una seconda versione.

BACI A TUTTI. Prometto che verrò a trovarvi quando sarà possibile (facciamo che vengo dopo il trapianto). Facciamo che la VAD non la metterò mai e che arriverà un cuore presto!

Vostro paziente N.13 (ex. 12B)