Cor novum aequalis vita nova?

Posted by : Maurizio Oliveri | martedì 26 ottobre 2010 | Published in

...o meglio, un cuore nuovo porta invariabilmente ad una nuova vita?

Sono tornato a casa da quattordici giorni. Durante i miei mesi in ospedale, soprattutto nel periodo trascorso dopo il giorno del trapianto, mi sono promesso e ripromesso tante cose. 

Esci dal trapianto e ti senti onnipotente. Se sei riuscito a sopravvivere alla malattia, all'intervento, e ne esci illeso, anzi "curato", pensi di essere in grado, e allo stesso tempo di avere il diritto, di fare praticamente qualsiasi cosa. Non c'è niente di irragiungibile. "Cambierò lavoro, farò soltanto cose che mi piacciono, mi disferò di tutto ciò che non mi soddisfa. Sarò chiaro con la gente. Niente obblighi, niente compromessi. Parto da zero, azzero tutto, perchè:

cor novum = (aequalis) vita nova

... è quasi palese. Posso farcela..."

Niente di più falso. Torni a casa, e ti rendi conto che non sei stato catapultato magicamente in una nuova vita. Sei sempre "te stesso". Stessa casa, stesso lavoro, stessi impegni... Il tempo in ospedale "viaggia" ad una velocità diversa. Tanto lunghi mi sono sembrati cinque mesi fuori casa, quanto veloci sono passati nella realtà.

I vicini di casa, i genitori dei miei figli mi riempiono di complimenti -che peraltro apprezzo molto perchè mi sembrano sinceri- "sei tornatooo, ti trovo beneee, complimentiii..."  dopodichè, rientri nella perfetta normalità. Giustamente. La vita nuova non è un diritto acquisito. Diciamo che la tua pausa forzata e le tue condizioni fisiche rinnovate sono *al più* un pretesto per creartene una nuova.

vita normale... col computer...
Sul campo lavorativo, avevo abbozzato dei progetti che pensavo di elaborare meglio negli ultimi due mesi di quest'anno, aprofittando anche del fatto che sono attualmente in malattia e quindi non costretto ad andare al mio vecchio lavoro. Ora che sono nel mondo reale però, mi sembra tutto meno semplice...
  
vita normale... famiglia riunita davanti alla tv...
Con mia moglie ci eravamo promessi di prenderci al più presto qualche giorno di fuga totale dal nostro mondo: lasciare i bimbi a casa con la nonna e andare in qualche posto da soli per ritrovare noi stessi. Impossibile. Sono passate due settimane e non se ne è neanche parlato. E' difficile scrollarsi di dosso le attività quotidiane. Tra le limitazioni dei primi mesi dopo il trapianto (igiene alimentare e ambientale), le visite mediche (ogni 15 giorni, due volte a Milano) e gli altri impegni quotidiani (bimbi, scuola, lavoro, casa, tramiti arretrati) è difficile riuscire ad organizzare anche solo un fine settimana fuori dal quotidiano. 

vita normale... in cucina...
E "last but not least", mi trovo anche in leggero imbarazzo nei vostri confronti, miei cari lettori. Ero convinto che con la mia nuova vita avrei avuto materiale a sufficienza per mantenere aggiornata la rete (blog, Twitter e Facebook). Ieri ho scritto nel mio profilo di FB: "Maurizio Oliveri sta meditando cosa fare del suo blog... il rientro alla vita normale e relativamente piatta preclude la possibilità di scrivere cose interessanti?". Il problema è che -è triste ammetterlo- ma non ho più niente da raccontare. Non ho più da raccontarvi le mie storie da ospedale (meno male!!) ma non sto neanche facendo niente di così particolare da meritare due righe su un blog, tantomeno il vostro tempo per leggerle. Vedete, per me andare a portare i miei figli a scuola può essere una grande emozione, un obiettivo importante che sono riuscito a raggiungere, ma come attività in sè di un padre di famiglia è un'azione assolutamente normale che non merita commenti e riflessioni...

vita normale... coi bimbi pagliacci...
Detto tutto ciò, non voglio assolutamente lasciare intendere che non sono soddisfatto di come sono andate le cose. Difficilmente sarebbero potute andare meglio. L'intervento a cui sono stato sottoposto mi ha dato la possibilità di continuare a vivere la mia vita. Mi sento discretamente (discretamente bene, e miglioro giorno dopo giorno), sono ritornato con la mia famiglia e di tutto questo sarò eternamente grato.

vita normale... coi bimbi al ritorno da scuola...
Ma ora che il problema è stato sistemato, e che sono rientrato nella normalità, devo fare fronte alle cose che mi ero preposto e non so se sarò in grado di farlo. Forse tutto quel coraggio, quella forza di carattere che mi avete attribuito, non esiste. Probabilmente si è trattato soltanto di uno spirito di sopravvivenza e di autodifesa, che mi ha consentito di sopravvivere all'attesa del nuovo cuore, sia fisicamente che psicologicamente.

vita normale... ricevo i bimbi per il "dolcetto o scherzetto" di Halloween
Forse sono io che pretendo troppo. Devo accontentarmi di quello che ho -che sicuramente non è poco-. D'altra parte dico sempre a Sandra "non esiste la famiglia perfetta". Non esiste un marito perfetto, nè una moglie perfetta. Non esiste il paese perfetto per vivere, lavorare, fare i propri progetti. Ci dobbiamo accontentare della normalità? Quanto possiamo o dobbiamo esigere alla nostra vita?

E, come se queste domande esistenziali non fossero sufficienti, come faccio a risolvere il problema della pelle grassa che mi ritrovo da quando prendo 15 milligrammi al giorno di cortisone???
Sarà che ci medito ancora un po', magari mentre mi guardo la puntata di X Factor questa sera, sdraiato nel lettone con i miei cari!

commenti

  1. Unknown said...

    Mauri
    La Vita e Adesso.

    26 ottobre 2010 alle ore 20:20